ORTODONZIA E PARODONTOLOGIA
Il ruolo dell’ortodonzia nel piano di trattamento parodontale
L’ortodonzia viene ad assumere, sempre più spesso, un ruolo determinante nella prevenzione e nel mantenimento dell’ottimale salute orale del paziente.
Negli ultimi anni, infatti, il trattamento ortodontico in età adulta è diventato una richiesta sempre più frequente e di conseguenza ciò ha determinato l’incremento del numero di pazienti affetti da malattia parodontale (la cui prevalenza aumenta con l’età).
Da ciò nasce l’esigenza di un approccio combinato fra l’ortodontista ed il parodontologo (Perio-ortho approach).
In particolare è fondamentale il ruolo dell’ortodontista, quando questi visita per primo i pazienti, poiché potrà intercettare i casi di malattia parodontale negli stadi precoci, nei quali i tessuti gengivali appaiono relativamente normali e solo con un’ispezione clinica più accurata si rileva la reale gravità della malattia.
Anche nei pazienti giovani e adolescenti che iniziano il trattamento ortodontico é importante effettuare una diagnosi precoce di malattia parodontale prima di iniziare a compiere dei movimenti dentali.
In questo modo l’ortodontista avrà cura di intercettare delle problematiche gengivali o parodontali che, solo dopo attenta valutazione del parodontologo, potrà trattate in sicurezza alla luce di un percorso di cure completo e controllato.
Cosa rende l’ortodonzia un’alleata nella cura del paziente parodontale?
L’ortodonzia, nell’ottica parodontale, deve tenere conto dei tessuti sui quali la parodontologia agisce: i tessuti duri, elemento base della stabilità dentale, ed i tessuti molli, fondamentali nell’estetica.
L’ortodonzia avrà la funzione di plasmare l’ambiente intorno ai denti per modificare e collocare i tessuti (duri e molli) dove il piano di trattamento lo necessita maggiormente.
La correzione di alcuni problemi ortodontici come molari eccessivamente tippati (inclinati), deep-bite (morsi profondi) traumatici, migrazione patologica dei denti, e diastemi relativi (determinati dallo spostamento patologico dei denti parodontalmente compromessi), può procurare un particolare beneficio al paziente parodontale motivato verso il trattamento ortodontico e può favorire soprattutto condizioni parodontali stabili.
Gli obiettivi del trattamento ortodontico-parodontale devono quindi essere valutati alla luce di diversi fattori individuali:
• Estetica
• Funzione
• Rischi del movimento ortodontico
• Considerazioni biomeccaniche
• Prognosi parodontale
L’allineamento dentale, oltre alla finalità estetica ed a quella migliorativa delle manovre di igiene orale, direziona le forze occlusali lungo l’asse del dente al fine di incrementare l’architettura parodontale e la posizione dentale in relazione all’alloggiamento del dente in arcata. Modificare la localizzazione dei denti malposti all’interno dei propri alveoli può aumentare lo spessore e l’ampiezza del tessuto cheratinizzato e il carico assiale dentale può rafforzare la corticale ossea.
Il trattamento ortodontico, in pazienti classificati come parodontite severa stadio III e IV, una volta stabilizzati dopo terapia attiva, non ha effetti peggiorativi sullo stato parodontale. In un recente studio sull’efficacia del trattamento combinato ortodontico-parodontale sui tessuti parodontali gli Autori affermano che, dopo il trattamento combinato, tutti gli indici parodontali (PPD,PI (indice di placca), CAL, BOP (sanguinamento al sondaggio)) migliorano notevolmente, mostrando anzi un recupero più veloce rispetto ai controlli trattati con la sola terapia parodontale convenzionale.
La cooperazione fra ortodonzia e parodontologia soprattutto potenzia la motivazione del paziente e il mantenimento nel tempo dei risultati ottenuti.
La collaborazione del paziente, la sua motivazione e il mantenimento dell’igiene orale sono universalmente riconosciuti come fattori cardine nella valutazione dell’impatto del movimento ortodontico sullo stato parodontale.